Raoul Kirchmayr (a cura di) ::
Pasolini, Foucault e il "politico"
Marsilio 2017
Pasolini analizzò criticamente il Potere e i suoi dispositivi di controllo, esercitato attraverso un sistema di strategie volte a incidere nei comportamenti e nella fisicità del corpo per una più capillare omologazione. Il libro esplora possibili fili di collegamento tra il poeta-cineasta e Foucault: se il dialogo tra loro avvenne a distanza, essi condividono una tensione antiaccademica a sconfinare dai propri ambiti disciplinari, a destabilizzare la pretesa autonomia dei rispettivi statuti di competenza, a costringere a ripensare le categorie tradizionali dell’arte e della filosofia e a contaminare la teoria con la pratica, l’arte con il vissuto corporeo. Ne emerge in Pasolini il volto di un radicale maître à penser della politica, di cui il libro coglie tanto gli originali contributi speculativi quanto i riflessi letterari.
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venerdì 27 ottobre 2017
domenica 13 ottobre 2013
Scuola di filosofia di Trieste - a cura di Pier Aldo Rovatti - a partire dal 18 gennaio 2014 @ Direzione del Dipartimento di salute mentale, Trieste
| Scuola di filosofia di Trieste |
Dal 18 gennaio 2014 iniziano i corsi della Scuola di filosofia di Trieste, che mette a frutto l'esperienza ormai decennale del Laboratorio di filosofia contemporanea diretto da Pier Aldo Rovatti e il lavoro di proposta teorica della rivista "aut aut".
La Scuola ha come obiettivo la produzione di strumenti di pensiero per una coscienza civile e critica e si presenta come un laboratorio di riflessione collettiva rivolto concretamente alle diverse pratiche culturali. I corsi consistono in lezioni frontali e laboratori seminariali, sono aperti a tutti e rivolti agli operatori culturali, al mondo della scuola, della sanità e della salute mentale, nonché agli studenti di filosofia.
Nel primo anno di attività (gennaio-maggio 2014) sono previsti 9 corsi che si terranno il sabato pomeriggio (ore 15-19) e la domenica mattina (ore 9-13), a settimane alterne, ciascuno della durata di 8 ore.
SOGGETTI SMARRITI
Esercizi critici sulla nostra condizione
1. La cultura dimenticata (coordinatore: Pier Aldo Rovatti)
Abbiamo dimenticato un'intera cultura, quella degli anni sessanta e settanta, un complesso di eventi filosofici che rappresenta le radici rimosse della nostra soggettività. Le abbiamo censurate, estirpate in blocco come piante maligne, con lo stigma generico dell'ideologia. Il corso si propone due obiettivi: restituire almeno un poco il linguaggio e i nomi di questi eventi, nomi propri e nomi di concetti. Ma insieme tentare di rispondere al perché di questo oblio generalizzato. Quali guadagni ci prometterebbe il nostro attuale procedere, a occhi chiusi, verso una forma di pensiero semplificato e "unico"?
2. Il valore di sé e degli altri (coordinatore: Massimiliano Nicoli)
Seguendo le analisi di Michel Foucault vengono indagate le relazioni fra i processi storici di soggettivazione e oggettivazione degli individui e le pratiche di misurazione del valore di ciascuno. Di che cosa parliamo quando invochiamo la "meritocrazia" (e la necessità di un sistema oggettivo di valutazione che ne consegue) come elemento dirimente della conflittualità politica e sociale? Una domanda di questo tipo implica un'analisi delle tecnologie di potere e di governo in cui gli individui diventano soggetti e oggetti di una misurazione della propria "interiorità", finalizzata al riconoscimento dei segni della "grazia" o del "potenziale" necessario a produrre prestazioni adeguate rispetto agli standard di valutazione che caratterizzano una certa società.
3. Il fantasma del padre (coordinatore: Raoul Kirchmayr)
Ci si interroga da tempo sul tramonto della figura del padre. L'elaborazione di questo lutto procede di pari passo alla sua fantasmatizzazione. Definire un fantasma, la sua struttura e comprendere quali sono i suoi effetti sul piano immaginario e simbolico, diventa così un compito critico attuale. Seguendo il cammino di un controverso testo di Freud, intitolato Un bambino viene picchiato, viene esaminata la costruzione del fantasma nella psicoanalisi freudiana e lacaniana, per giungere a una sua lettura filosofica con riferimenti a Lyotard, Deleuze e soprattutto alle pagine sull'Amleto di Shakespeare in Spettri di Marx di Derrida.
4. Pasolini e la mutazione antropologica (coordinatore: Massimiliano Roveretto)
Con l'espressione "mutazione antropologica" Pasolini si riferiva al diffondersi, nell'Italia dei primi anni sessanta, di "una cultura interclassista precedentemente inesistente", affermatasi al traino dello sviluppo economico di quegli anni e strettamente solidale con altri processi quali l'imporsi della lingua standard e dei modelli di vita veicolati dalle nuove forme della comunicazione di massa e soprattutto dalla televisione. Il corso si interroga sulla genesi di questa tesi e sulla funzione, costitutiva e problematica al contempo, da essa progressivamente assunta. Inoltre si cerca di riflettere sulle implicazioni della questione in relazione alla figura di intellettuale incarnata da Pasolini e all'esemplarità della sua esperienza di vita e di scrittura.
5. Tecnologie del sé e scrittura (coordinatore: Giovanna Gallio)
Il corso si propone di discutere il ruolo e l'importanza della scrittura nei processi di soggettivazione. Da un lato vengono esaminate le esperienze e le pratiche della "scrittura di sé" in quanto strumento e metodo di governo di se stessi (come scrive Foucault, una padronanza "uguale a quella di un sovrano contro il quale non ci sarebbero più rivolte… una sorta di relazione politica permanente tra sé e sé"). Dall'altro, assumendo come ambito concreto di applicazione le cartelle cliniche, vengono indagate le dimensioni istituzionali della scrittura di sé – taccuini, lettere, quaderni – nelle esperienze limite dei soggetti internati nei manicomi, avviando una riflessione critica sulle dimensioni narrative della pratica medica e psichiatrica.
6. Il soggetto psy (coordinatore: Mario Colucci)
Chi è il soggetto psy? Quello escluso dalla città e disciplinato nelle istituzioni della psichiatria, spogliato di beni e di identità, oppure il soggetto normalizzato nella gestione biopolitica delle differenze e delle anomalie? Il soggetto della psicoanalisi, eccentrico e orfano di padronanza, oppure quello delle neuroscienze, alternativamente performante e deficitario? Quali parole e quali pratiche lo hanno costruito? Le prescrizioni del trattamento morale, della repressione manicomiale e del controllo sociale oppure la lotta per la fine dell'internamento e il dissequestro dei corpi? La liberazione dell'inconscio o le promesse della farmacologia e delle tecniche comportamentali?
7. Mettere all'opera la letteratura: J.M. Coetzee (coordinatore: Sergia Adamo)
In che modo il pensiero può mettersi all'opera attraverso la letteratura? Che cosa significa confrontarsi, nel presente, con un discorso istituzionalmente deputato alla narrazione? Che margini si aprono? Quali limiti ci costringono? Per riflettere su domande come queste il corso prova ad attraversare l'opera di J.M. Coetzee, uno tra i più significativi scrittori contemporanei. Lo scopo è quello di mettere a fuoco una serie di questioni, forse dimenticate o mai abbastanza indagate, quali l'etica della scrittura e della lettura, il rapporto tra storia e narrazione, il ruolo della figura intellettuale nella contemporaneità, il realismo come problema, la possibilità di un pensiero polifonico e intertestuale.
8. Il pensiero cinematografico di Deleuze (coordinatore: Damiano Cantone)
Sono trascorsi trent'anni dalla pubblicazione dei due libri sul cinema di Gilles Deleuze. Essi contengono un'ipotesi sul soggetto in filosofia così eclatante da essere passata sostanzialmente sotto silenzio, o perlomeno da non aver avuto un seguito vero e proprio. In un universo di immagini in movimento – afferma Deleuze sulla scorta di Bergson – non abbiamo più bisogno del soggetto. Piuttosto dovremmo parlare di processi di soggettivazione, identità mobili e in continua trasformazione che è impossibile catturare in un concetto.
9. Le pratiche filosofiche (a cura dell'Osservatorio sulle pratiche filosofiche)
Il primo modulo, a cura di Pierpaolo Casarin e Silvia Bevilacqua, mette in questione il variegato, talvolta contraddittorio, orizzonte delle pratiche filosofiche. Vengono analizzate la portata del fenomeno e le sue differenti declinazioni, cercando di individuare alcune linee critiche di percorribilità: dimensione politica e filosofica, il tema del potere, la relazione tra infanzia e filosofia, il ruolo del docente facilitatore. Il secondo modulo, a cura di Alessandro Di Grazia e Annalisa Decarli, propone un'esercitazione di cittadinanza critica nella forma di un laboratorio sui modi e le dinamiche dello stare assieme nei luoghi istituzionali e di lavoro, cercando di far emergere il disagio e le potenzialità che caratterizzano oggi tali esperienze.
La quota di iscrizione è di 150 euro (50 per gli studenti).
Ai corsisti verranno forniti materiali didattici e riconosciuto un attestato finale di frequenza (a chi sarà presente al 70% delle ore complessive).
Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 30 novembre 2013 e saranno accolte fino all'esaurimento dei posti disponibili.
Qui potete scaricare la scheda di iscrizione alla scuola.
Per ulteriori informazioni: scuola@filolab.it
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mercoledì 19 dicembre 2012
Aut Aut n.356 - Vuoti di sapere
Aut Aut n.356 - Vuoti di sapere
Premessa
Giovanni Scibilia Raccolta. Di Richter, De Lillo e alcuni “vuoti d’arte”
Paulo Barone Passaggi a vuoto. Moribondi, visionari, desperados, “vita nova”
Antonello Sciacchitano Saggio sulla “res intensa” o l’involucro della cosa epistemica
Rosella Prezzo Ricominciare da capo. La nascita
INTERVENTI
Massimiliano Nicoli “Io sono un’impresa.” Biopolitica e capitale umano
Raoul Kirchmayr Parresia, giochi di verità e vita filosofica nell’ultimo Foucault
Francesco Valagussa L’autore e la danza. La questione della causa in tre dialoghi di Valéry
Massimiliano Nicoli “Io sono un’impresa.” Biopolitica e capitale umano
Raoul Kirchmayr Parresia, giochi di verità e vita filosofica nell’ultimo Foucault
Francesco Valagussa L’autore e la danza. La questione della causa in tre dialoghi di Valéry
DISCUSSIONI
Luca Taddio Fenomenologia eretica “iuxta propria principia”
Luca Taddio Fenomenologia eretica “iuxta propria principia”
IN DIALOGO CON PETER SLOTERDIJK
Ubaldo Fadini Pensare la mediazione attraverso il cinismo. Tra Gehlen e Foucault
Giuseppe Ferraro L’arte della fuga
Ubaldo Fadini Pensare la mediazione attraverso il cinismo. Tra Gehlen e Foucault
Giuseppe Ferraro L’arte della fuga
venerdì 16 marzo 2012
Aut Aut n. 353/2012: Il coraggio della filosofia
Premessa
MATERIALI
Pier Aldo Rovatti Il coraggio della filosofia
Pier Aldo Rovatti Il coraggio della filosofia
Rosella Prezzo Su “aut aut” e il fare filosofia. Ripensare l’“essere-al-mondo” Alessandro Dal Lago Coraggio? Fabio Polidori Tirare dritto Graziella Berto La responsabilità della scrittura Antonello Sciacchitano A partire da “aut aut” Edoardo Greblo Il plurilinguismo della filosofia Giovanni Leghissa La morte del trascendentale Davide Zoletto Una rivista “di servizio” Raoul Kirchmayr Vegliare, da capo Giovanni Scibilia Fare “vuoto” per poter pensare Paulo Barone Organizzare il disorientamento Silvana Borutti Che cos’è il sapere, oggi? Damiano Cantone Resistere alla barbarie e rispondere alla paure Ilaria Papandrea La studentessa Mario Colucci La curiosità dello psichiatra Massimiliano Nicoli Il coraggio di un mestiere impossibile Massimiliano Roveretto Una vocazione all’inattualità Pier Aldo Rovatti Pudore, pazienza (e dunque ascolto)
INTERVENTI
Pierangelo Di Vittorio Carismi del reale. L’opera d’arte nell’epoca del marketing e dello spettacolo Lorenzo Chiesa Umano, inumano e umanesimo nella “Critica della ragion dialettica” Evelyne Grossman Non c’è metalinguaggio: Lacan e Beckett Antonio Prete Poesia d’amore e cosmologia
Pierangelo Di Vittorio Carismi del reale. L’opera d’arte nell’epoca del marketing e dello spettacolo Lorenzo Chiesa Umano, inumano e umanesimo nella “Critica della ragion dialettica” Evelyne Grossman Non c’è metalinguaggio: Lacan e Beckett Antonio Prete Poesia d’amore e cosmologia
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