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venerdì 11 novembre 2016
venerdì 14 ottobre 2016
venerdì 7 ottobre 2016
sabato 3 settembre 2016
OUT NOW ! Obsolete Capitalism :: Accelerazione, rivoluzione, moneta nell'Anti-Edipo di Deleuze e Guattari (Rizosfera, 2016) - collana «I forti dell'avvenire» (SF 002 it)
CLICCA QUI PER SCARICARE GRATUITAMENTE IL LIBRO
La ricerca nel cuore di tenebra dell'accelerazionismo, l'Anti-Edipo di Deleuze e Guattari, è arrivata al suo punto di non-ritorno. Si è palesata una mostruosità concettuale: l'accelerazionismo pulsionale o quantico, una «formazione» che si esprime tramite una nuova politica di corpi, onde oscure e forze il cui rapporto con la tecnologia è mediato dal bricolage pulsionale di singolarità e comunità invisibili e inoperose, a metà strada tra sperimentazione sociale e ricerca individuale. Una nuova via per ripensare concetti quale moneta, rivoluzione e accelerazione e riunire in un'unica trama cospirativa Deleuze, Foucault, Klossowski, Guattari e Nietzsche.
Ecco l'incipit del libro
venerdì 15 luglio 2016
OUT NOW! - Deleuze Studies 2016 in Rome (A special remix of Money, Revolution and Philosophy of the Future - ITA/ENG - Rhizosphere/Obsolete Capitalism Free Press)
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Deleuze Studies 2016 in Rome (A special remix of Money, Revolution and Philosophy of the Future - ITA/ENG - Rhizosphere/Ob.Cap.Free Press)
On the occasion of the international conference entitled Deleuze Studies Conference 2016 (Virtuality, becoming and life, 11-13 July 2016) that will take place at the Department of Philosophy, Communication and Visual Arts of University Tre in Rome, the collective Obsolete Capitalism presents a «Deleuze in Rome 2016/Remix Version» of the book «Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» with contributions in Italian and English language. Our conference will be on13th July 2016, from 2 to 3.30 pm in Room 13, along with the panel entitled “Countless Life. For a Liberation of Thought Wherever it is imprisoned - Deterritorializing Nietzsche" (chair: Charles Stivale). The panel Countless Life has been proposed and elaborated by the online philosophical magazine «La Deleuziana».
Contributors: Algorithmic Committee, Sara Baranzoni, Edmund Berger, Lapo Berti, Paolo Davoli, Ettore Lancellotti, Network Ensemble, Obsolete Capitalism, OCSS, Luca Roccatagliati, Letizia Rustichelli, Oliver Smith, Francesco Tacchini, Paolo Vignola.
On the occasion of the international conference entitled Deleuze Studies Conference 2016 (Virtuality, becoming and life, 11-13 July 2016) that will take place at the Department of Philosophy, Communication and Visual Arts of University Tre in Rome, the collective Obsolete Capitalism presents a «Deleuze in Rome 2016/Remix Version» of the book «Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» with contributions in Italian and English language. Our conference will be on13th July 2016, from 2 to 3.30 pm in Room 13, along with the panel entitled “Countless Life. For a Liberation of Thought Wherever it is imprisoned - Deterritorializing Nietzsche" (chair: Charles Stivale). The panel Countless Life has been proposed and elaborated by the online philosophical magazine «La Deleuziana».
Contributors: Algorithmic Committee, Sara Baranzoni, Edmund Berger, Lapo Berti, Paolo Davoli, Ettore Lancellotti, Network Ensemble, Obsolete Capitalism, OCSS, Luca Roccatagliati, Letizia Rustichelli, Oliver Smith, Francesco Tacchini, Paolo Vignola.
martedì 31 maggio 2016
OUT NOW! E.BOOK :: «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Edizioni Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
E' finalmente disponibile online l'antologia e.book curata dal collettivo Obsolete Capitalism intitolata «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Edizioni Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016).
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Gli autori sono: Algorithmic Committee, Sara Baranzoni, Edmund Berger, Lapo Berti, Paolo Davoli, Ettore Lancellotti, Network Ensemble, Obsolete Capitalism, Obsolete Capitalism Sound System, Letizia Rustichelli, Francesco Tacchini, Paolo Vignola.
Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire
a cura di Obsolete Capitalism
Siamo proiettati a velocità fotonica nella comunicazione istantanea e nel controllo continuo mentre le forme di dominio rapido appaiono inarrestabili. Il museo delle ideologie si riempie di concetti in via di esaurimento quali capitalismo, neoliberismo, marxismo, keynesismo. Ora, con più esattezza, il sistema modula i vari flussi che innervano il pianeta: Moneta, Ricerca, Controllo, Informazione, Circuito sono i vecchi nomi che attraverso una nuova velocità producono potere. Maggiore è l’immanenza del Mercato, maggiore è la probabilità che al conflitto si sostituisca l’interruzione, il virus, la fuga di notizie, l’invisibilità, il fuori-circuito, la biforcazione. Uno squarcio nella «zona grigia» dell’egemonia.
Gli autori del libro Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire indagano alcune aree poco battute di politica accelerazionista attraverso linee teoriche contagiate dalle filosofie più visionarie: Nietzsche, Klossowski, Deleuze, Guattari, Foucault. Più che analizzare la grande trasformazione culturale in atto, la presente antologia evidenzia i pericoli in cui incorre il pensiero del futuro quando ancora mantiene pratiche, schemi e linguaggi di un’epoca industriale e post-industriale che mostra in tutti i suoi aspetti una crisi perpetua. Siamo tutti coinvolti nel duro intreccio di liberazioni insperate e nuovi asservimenti che ci prospetta la presentificazione del futuro da parte della tecnologia a linguaggio numerico, ma - come afferma Deleuze - «non è il caso né di avere paura, né di sperare, bisogna cercare nuove armi». Sperimentare è dunque il primo impegno politico e filosofico per un futuro differente.
domenica 14 febbraio 2016
4.14. Contro la Morte Nera: grande salute e nuova speranza - Parte XLIV - Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
Contro la Morte Nera: grande salute e nuova speranza
4.14. - Parte XLIV -
Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
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Tutto ciò che abbiamo scritto è il risultato di una ricerca intorno a «tre intensi cuori», eterogenei eppure vincolati e uniti da un pensiero di sovversione. Il primo cuore è rappresentato dai frammenti postumi riguardanti la volontà di potenza, tra i quali svetta il nucleo più profondo, I forti dell’avvenire - il Nietzsche del 1887-1888 delle Opere (VIII/2); il secondo cuore è disegnato dal saggio sulla cospirazione e la comunità delle singolarità generata dall’Eterno Ritorno - il Klossowski del 1969 di Nietzsche e il Circolo Vizioso; il terzo cuore è impresso nel passaggio accelerazionista presente ne La macchina capitalistica civilizzata in cui compaiono le molteplicità nomadi - i Deleuze e Guattari del 1972 e dell’Anti-Edipo. Tre cuori per tre libri dell’Avversario - un Avversario anomico, anarchico e anticristico - il cui unico compito è “condurre a termine il processo, non arrestarlo, non farlo girare a vuoto, non attribuirgli uno scopo” (AE, 439). Se, per il capitale industriale, o per il post-capitalismo digitale, «non abbiamo ancora visto nulla» perché con le sue deterritorializzazioni ci può sempre «spedire sulla luna» (AE, 37) e conquistare sempre nuovi pianeti o galassie con le sue Morti Nere, per Deleuze e Guattari il nomade non-identitario “non (...) andrà mai abbastanza lontano nella deterritorializzazione, nella decodificazione dei flussi” (AE, 439). Zarathustra, in uno dei suoi più visionari discorsi poetici, Della virtù che dona, esclama: “In verità, la terra diventerà un giorno luogo di guarigione! E già intorno a essa alita un profumo nuovo, che reca salute, - e una nuova speranza!” (Z, 86). Così il capolavoro di Deleuze e Guattari - che, come abbiamo potuto mostrare, non è solo opera autoriale ma anche gemmazione rizomatica - termina con l’elevarsi di un canto mattutino per accelerare il movimento dell’Eterno Ritorno: “La nuova terra, infatti, non è nelle riterritorializzazioni nevrotiche o perverse che arrestano il processo o gli fissano degli scopi, non è indietro né avanti, ma coincide con il compimento del processo della produzione desiderante, il processo che si trova sempre già compiuto in quanto precede e in quanto procede” (AE, 439). Cambiano le fisionomie dei passanti per la «via rivoluzionaria», siano essi i forti dell’avvenire, o le singolarità non omogenee, o le molteplicità nomadi, ma l’imperativo del microcomunismo degli ineguali rimane sempre quello: Accelera e Distruggi. Il Regno inumano è già tra noi.
( FINE )
sabato 13 febbraio 2016
4.13. Verso la nuova terra: smontare e rimontare il meccanismo - 4.13. - Parte XLIII - Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
Verso la nuova terra: smontare e rimontare il meccanismo
4.13. - Parte XLIII -
Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
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Conseguentemente, il più grande errore per un rivoluzionario è pensare che la rivoluzione coincida con il proprio Io, con la propria persona, con il proprio nome nella Storia. Infatti coloro che «fanno fallire» la rivoluzione sono coloro che le attribuiscono scopi, che effettuano tagli d’arresto o che le permettono di continuare nel vuoto - “i tradimenti non attendono, ma sono là fin dall’inizio” (AE, 436). Viceversa, i lucidi rivoluzionari che si accorgono che vi sono gruppi i quali s’aggiudicano gli scopi prescelti dal proprio insieme chiuso, a quel punto di consapevolezza o sono costretti a intraprendere «vie di sganciamento» dalla rivoluzione stessa sviandola come processo e articolando in orizzontale la sua acefalìa; oppure sono costretti ad impedire il formarsi di sovranità «cupe» - creando una sorta di nuova antropologia rivoluzionaria - sottraendo ai nuclei sovrani in via di costituzione la stabilità e il punto di equilibrio attraverso la creazione di comunità insorgenti obliquamente a-centrate. Ecco dunque il senso della «sovranità rovesciata» di Deleuze e Guattari prima richiamato. Slittamento/biforcazione o sottrazione/squilibrio, questi sono i due compiti «insurrezionali» che si devono approntare rispetto alla rivoluzione stessa, piuttosto che contrastare resistendo al punto d’equilibrio della sedizione, cioè a un’idea di ritorno cieco. D’altra parte se pensiamo al «sedizioso» come a un individuo al di fuori del proprio Io, lo dobbiamo pensare come un soggetto «vuoto», il cui unico compito è connettersi a processi «rivoluzionari» preesistenti al proprio impegno e al proprio pensiero. Al pari di altri comportamenti coevi, questa connessione potrebbe funzionare come una catalizzazione positiva, accelerante e non inibente. Questa reazione con successiva fusione non porta però il singolo a rimanere inalterato nella sua stabilità, ma viceversa il processo catalitico accelerante lo trasforma radicalmente. Il fattore accelerante della reazione catalitica, quindi, riguarda ambedue gli ambiti: processo collettivo rivoluzionario e processo de-soggettivante individuale - Foucault chiosa - a questo proposito - che bisogna “sbarazzarsi del soggetto costituente, sbarazzarsi del soggetto stesso” (MP, 11). Se il desiderio vive perché non ha scopo, ritornando a Deleuze e Guattari, esso genera altresì effetti di accelerazione del processo rivoluzionario in senso materialista, non ideologico, intendendo qui per ideologia il processo politico guidato da funzionari di partito professionisti della rivoluzione. Non può esserci «creazione» se si ripetono i medesimi riti ideologici delle rivoluzioni precedenti, di cui rimane la stanca forma senza il dinamismo propulsivo. Bisogna impedire la serializzazione dell’insurrezione e la sua forma “mono e macro”. Infatti, come scrive Klossowski, “il senso di ogni grande creazione è di porre fine alle abitudini gregarie che guidano sempre le esistenze verso dei fini esclusivamente utili all’oppressivo regime della mediocrità; (...) la creazione cessa di essere un gioco al margine della realtà, il creatore ormai non ri-produce, bensì produce lui stesso il reale” (LCV, [II], 177). Si pongono sulla stessa linea Deleuze e Guattari - “reclamiamo i famosi diritti alla pigrizia, all’improduttività, o alla produzione di sogno e di fantasma, una volta di più siamo ben contenti, dato che non abbiamo cessato di dire il contrario, che cioè la produzione desiderante produce del reale” (AE, 438). Ogni produzione di Reale è in realtà una spaccatura, una breccia sul corpo della società, ma questa rottura avviene solo “per un desiderio senza scopo e senza causa che la tracciava e la faceva propria. Impossibile senza l’ordine delle cause, essa non diventa reale se non grazie a qualcosa d’altro ordine: il Desiderio, il desiderio-deserto, l’investimento di desiderio rivoluzionario. Ed è proprio questo a minare il capitalismo” (AE, 435). Non solo questa produzione di Reale nel deserto della subrealtà della circuitazione monetaria mina il capitalismo, ma fa saltare, e non certo come obiettivo secondario, la teoria della stato o qualsiasi teoria delle istituzioni derivante dalle lotte rivoluzionarie, in quanto la schizoanalisi, così come il pensiero di Nietzsche, Klossowski o Foucault, non propone rigorosamente «nessun programma politico», né per un gruppo, né per un partito, né per le masse, perché tutto ciò sarebbe iniquo e delirante (AE,437). Gli artefici dell’Anti-Edipo, così come gli artificieri della Rizosfera Klossowski, Foucault, Blanchot, Lyotard, sono consapevoli del compito negativo, violento, brutale della schizoanalisi - così come della genealogia, dell’archivio, della filosofia dell’avvenire, della dottrina del Circolo Vizioso: “defamiliarizzare, disedipizzare, decastrare, dafallicizzare, disfare teatro, sogno e fantasma, decodificare, deterritorializzare - un orrendo raschiamento, un’attività malevola” (AE, 439). Tutto questo Destroy, Destroy, significa innanzitutto ed essenzialmente liberare da ogni ostacolo il «processo», accelerare il processo, accelerare e distruggere, dato che il processo da accelerare è, come abbiamo visto, “la produzione desiderante secondo le sue linee di fuga molecolari” (AE, 439). E pazienza se qualcuno, negli anni trascorsi, o più recentemente, ha confuso la «fuga molecolare» con la «resa al molare», o se ha interpretato l’andare «ancora più lontano nel movimento del mercato» con il seguire mansueti e allineati la strategia mercantile di disarticolazione dell’esistente dato che il processo in natura è unico, o se ha pensato che si debba accelerare la corsa del turbocapitalismo affinché si schianti alla prima biforcazione, o - peggio ancora - si scambi il desiderio del consumo di merci e dell’auto-repressione, con il desiderio pulsionale di produzione del Reale, volto a modificare l’esistente e a liberare differenza. Lo si dica qui, una volta per tutte: il processo di decodificazione capitalista produce quantità astratte infinite - la moneta e la sua coppia di sintesi ripetitive e spettrali, il credito e il debito, guidate e sorvegliate dall’Assiomatica d’immanenza di sistema; il processo di decodificazione schizofrenico produce invece corpuscoli di potenza non manifesti, irradianti, incommensurabili - il desiderio, «lavorato» dalle pulsioni stesse, cioè dalle macchine desideranti. Si tratta di differenze di regime, non di natura: infatti i due aspetti del processo si toccano, ma non si confondono. Lo schizonomade rimane pur sempre al limite del capitalismo: ne è la tendenza sviluppata, così come ne è l’angelo sterminatore (AE, 36-38). Ma la produzione desiderante - pulsionale e celata - e la produzione sociale - monetata e astratta, sono le due differenze oggetto d’indagine della psichiatria materialista di Deleuze e Guattari. Non si tratta che di «modi di vita» e del Reale che vogliamo: il Reale Possibile contro il Reale Artificiale.
( SEGUE QUI )
( SEGUE QUI )
venerdì 12 febbraio 2016
4.12. Desiderio senza scopo - Parte XLII Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
Desiderio senza scopo
4.12. - Parte XLII
Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
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Come in molti, forse, hanno notato, il celebre passaggio dell’accelerazione del processo e della via rivoluzionaria oltre ad essere incastonato nell’ultima parte del paragrafo La macchina capitalistica civilizzata (AE, 271-272), ritorna con forza nelle pagine dell’Introduzione alla schizoanalisi, capitolo conclusivo dell’Anti-Edipo, per ingemmare la pagina finale dell’opera stessa.
Il focus è sempre sul rapporto conflittuale tra desiderio, formazioni di sovranità e sulla possibilità di un rovesciamento di sovranità da parte della potenza della singolarità. Scrivono Deleuze e Guattari: “Solo il desiderio infatti vive perché non ha scopo. La produzione desiderante molecolare ritrova la sua libertà d’asservire a sua volta l’insieme molare in una firma di potenza o di sovranità rovesciata. Ecco perché Klossowski, che ha portato più lontano di tutti la teoria dei due poli d’investimento, ma sempre nella categoria di un’utopia attiva, può scrivere: “Ogni formazione sovrana dovrebbe così prevedere il momento voluto della sua disintegrazione… Nessuna formazione di sovranità, per quanto si cristallizzi, sopporterà mai questa presa di coscienza: poiché, non appena diventa conscia negli individui che la compongono, questi la decompongono” (AE, 422-423; LCV, [II], 162). Che cosa significa «il desiderio vive perché non ha scopo»? Vuol dire che il desiderio è privo di scopo e di senso proprio perché è una potenza naturale sempre risorgente, un’energetica indomita mai acquietata dal raggiungimento di un obiettivo e dunque mai assoggettata dal fine e dal pervenire a uno stato di equilibrio infinito. In precedenza abbiamo ricordato come la pulsione primordiale dell’individuo è, per Deleuze e Guattari, il «desiderio» e, per Nietzsche, la «volontà di potenza» (CO, 95). Per il pensatore tedesco “appena agiamo praticamente, siamo costretti ad agire contro ciò che sappiamo e a metterci al servizio dei giudizi della sensazione” (O, fr. 11 [123], vol. V, tomo 2, pg. 452). Klossowski, sulla stessa linea, rincara: “la natura non ha nessuno scopo e realizza qualcosa. Noi abbiamo uno «scopo» e otteniamo qualcosa di diverso da questo scopo” (LCV, [II] 169). Se, grazie la sua beffarda lucidità, Nietzsche può affermare che “se tutta la storia delle vicende umane non ha nessun fine, bisogna che ve ne inseriamo uno noi” (O, fr. 6 [9], vol. VIII, tomo 1, pg. 224), Klossowski allora può chiosare “Ciò vuol dire: noi conosciamo il nostro meccanismo; bisogna smontarlo; poiché questo vuol dire poter disporre delle sue parti per ricostruirlo; quindi guidare la «natura» verso il nostro «scopo». Ma ogni volta che si ragiona così, si maschera di nuovo l’impulso che ci guida: certo, si ottiene qualcosa che si interpreterà come voluto, ma sarà stata la «natura», senza volere nulla, a realizzarsi per altri «fini» (LCV, [II], 169). Sarà quindi l’azione mascherata degli individui a decomporre le istituzioni delle formazioni di sovranità non appena la coscienza dell’assurdità della mancanza di ogni fine e di ogni senso della società in cui vivono balzerà ai loro occhi. Ma non sarà che la potenza caotica della Natura ad agire tramite loro. Emerge prepotente, in questa “stazione del pensiero” lo spinozismo radicale della Rizosfera, o come spiega Deleuze, uno «spinozismo dell’inconscio».
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