domenica 3 gennaio 2016

I quattro punti d’individuazione dell’Anti-Edipo - 1.3. - Parte III - Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Obsolete Capitalism Free Press, 2016)

I quattro punti d’individuazione dell’Anti-Edipo




1.3. - Parte III



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Come «leggere» L’anti-Edipo? Abbiamo individuato quattro caratteristiche salienti dell’opera. La prima caratteristica sulla quale abbiamo lavorato all’interno della nostra ricerca è stata l’ipertestualità, cioè abbiamo considerato il testo di Deleuze e Guattari come un ipertesto ante-litteram, e, in particolare, ne abbiamo valutato l’architettura intrinseca come un ipertesto impersonale. Tutti e due i volumi di Capitalismo e schizofrenia - L’anti-Edipo e Mille piani, in modi più lucidi e compiuti il secondo rispetto al primo - sono degli ipertesti che macchinano una complessità filosofica tutta da decifrare, in quanto i nodi che si presentano via via durante il testo, sono spesso enucleati come «semplici passaggi», dei veri e propri hyperlink, che riportano a ulteriori problemi, quesiti e narrazioni, a testi e teorie presenti in altri oggetti intellettuali che costituiscono in tal modo un vero e proprio network di senso. Deleuze stesso ha parlato dell’Anti-Edipo come di un «libro-flusso» (ID, 278). Deleuze e Guattari, infatti, non hanno mai “preteso di fare un libro del folle [ lo schizofrenico ] ma un libro in cui si rinunciava a sapere, o non c’era più bisogno di sapere, chi parlasse esattamente, un curante, un assistito, un malato presente, passato o futuro” (ID, 278). Ma era altrettanto importante che queste soggettività cliniche, veri e propri tag concettuali, parlassero intercambiabilmente in qualità di «malati o medici della civiltà» (ID, 278).


Altre tre caratteristiche sono determinanti per identificare, o per intersecare, questo libro-strano attrattore: la prima è politica, la seconda è nietzscheana - cioè valuta l’opera come un organon nietzscheano - la terza è stilistica, ovvero usufruisce di quello «stile del concetto» che altri hanno definito potenza attraverso lo stile.

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